slogan

Santanchizzati (ecco cos’è successo ieri)

- Alessandro Gilioli -

So che rischio di ripetermi, ma pazienza: quello che è successo lo motiva parecchio, credo.

No, perché qualcuno in giro – anche brava gente – tenta di minimizzare il voto di ieri: in fondo, che cosa sono poche ore di chiusura dell’Aula, non è che un pomeriggio di vacanza delle Camere cambi qualcosa, ed è prassi sospendere i lavori anche quando ci sono i congressi di partito.

Forse chi lo dice non si rende del conto del gigantesco valore simbolico e politico dell’accaduto. Fosse stata anche di un solo minuto, la serrata di palazzo Madama e Montecitorio.

Qui abbiamo un partito personale che da vent’anni sostiene che il suo capo è perseguitato dalla magistratura, quindi ha diritto a non sottoporsi alla giustizia come gli altri cittadini, il che giustificherebbe i lodi Alfano e i legittimi impedimenti, ma anche gli attacchi alla Consulta: due organi costituzionali (magistratura e Consulta) delegittimati quindi delle loro prerogative costituzionali.

Questa – lo vedono anche i bambini – è semplicemente eversione, illegalità: che poi si incarna nelle manifestazioni a Palazzo di Giustizia, nei voti surreali come quello secondo cui Ruby era nipote di Mubarak, nelle trasmissioni di Canale 5 per muovere l’opinione pubblica contro i giudici, giù giù fino ai calzini di Mesiano.

E tutto questo si sa, appunto.

Fino a quattro mesi fa, il Pd (pur con molte timidezze) a questa eversione non partecipava con i suoi voti in Parlamento: appunto sul legittimo impedimento, sul lodo Alfano, su Ruby nipote di Mubarak etc.

Poi ci poteva soddisfare o no il modo in cui il Pd si chiamava fuori da questa eversione (io lo trovavo abbastanza codardo e pochissimo determinato) ma insomma, almeno guardando ai voti in Parlamento non si poteva dire che il Pd si fosse schierato con il Cavaliere contro la Costituzione.

Quando Di Pietro e altri sul legittimo impedimento fecero un referendum, arrivarono a metterci il cappello sopra, ex post.

Bene: quello che è successo ieri è invece il passaggio di là, anche formale.

Votare la sospensione dei lavori (anche fosse di un solo minuto, ripeto) di fronte a una richiesta di serrata delle Camere contro la Cassazione, vuol dire diventare complici attivi della battaglia di Berlusconi contro la magistratura.

Non ci sono cazzi, non ci sono scuse: questo è quello che è successo ieri.

Per questo è politicamente cosa più grave dei 101 e perfino del governo di larghe intese, pur essendone una conseguenza, come una palla che prende velocità su un piano inclinato. Perché è la prima volta che con un voto formale alle Camere il Pd si schiera con Berlusconi e i suoi eversori contro la magistratura.

Insomma, si sono santanchizzati

Lo sapevano, quando hanno accettato le larghe intese, che sarebbe finita così?

Voglio dire, non era evidente che prima o poi la dinamite giudiziaria che Berlusconi si porta in pancia dal ‘94 sarebbe esplosa alle Camere?

Si rendono conto di quello che hanno fatto?

Si rendono conto che dopo aver trasformato otto milioni e mezzo di voti contro Berlusconi in un governo con Berlusconi, li hanno usati anche per difendere Berlusconi dalla magistratura?

Capiscono la scelta di campo che hanno compiuto, schierandosi con l’eversione del Cavaliere contro la Costituzione repubblicana?

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/07/11/santanchizzati-ecco-cose-successo-ieri/

Fonte: Informare per Resistere » Politica

Featuring YD Feedwordpress Content Filter Plugin

Facebook